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Trekking & Natura |
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Tour Monte Bianco |
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Percorso: Circolare senza difficoltà particolari Quota massima: 2665 m Pernottamenti: in rifugi alpini e alberghetti di fondo-valle. L'itinerario proposto si realizza in 11 tappe e un dislivello complessivo di 10766 metri, lungo le sette valli che fanno da corona al Monte Bianco: nell'ordine Val Ferret italiana, Val Ferret svizzera, Val Trient, Vallée d'Arve, Vallée de Montjoie, Vallée des Glaciers, Val Veny. Sopra alle sette valli, il Monte Bianco, imponente, affascinante, incantato e da un'orografia alquanto complessa e da un glacialismo ancora parecchio avanzato con lunghe lingue glaciali che raggiungono spesso i fondovalle. |
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Itinerario: |
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· Grandiosi paesaggi alpini · Aspetti geomorfologici e glaciologici di particolare rilievo · Tipica fauna alpina · Ricca e variegata flora |
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1° tappa: (Courmayeur - Rif. Bonatti) Pur se abbastanza cospicua come dislivello, la salita da Courmayeur al Mont de la Saxe è progressiva e poco faticosa. La lunga cresta che collega il Mont de la Saxe vero e proprio ai cocuzzoli successivi della Testa Bernarda e della Testa della Tronche, invece, è uno dei luoghi più spettacolari della Valle d'Aosta e "una delle escursioni più piacevoli che si possano fare dovunque" secondo quanto scriveva nel 1893 Edward Whymper. Il panorama è grandioso. Oltrepassato il Col Sapin, attraversato il vallone di Armina e valicato il Pas d'Entre-deux-Sauts si discende il vallone di Malatrà fino al rifugio Bonatti. Qui ci aspetta un grandioso tramonto sull'eccezionale panorama della costiera dalle Grandes Jorasses al Mont Dolent. 2° tappa: (Rif. Bonatti - La Fouly) E' una tappa non lunga, di notevole interesse. Molto panoramica nella parte iniziale, la salita al Col Ferret offre stupendi scorci sulla parete est delle Grandes Jorasses e ghiotti sguardi ravvicinati sul Mont Dolent. Permette invece di scoprire, al termine della discesa, l'ambiente riposante del versante svizzero del Monte Bianco, le baite in legno e i campi perfettamente tenuti. Scesi pertanto sul fondo valle della Val Ferret la si percorre fino al rifugio Elena, proprio di fronte alla lingua terminale del ghiacciaio di Pré de Bar che sorprende per la sua forma perfettamente regolare. Di qui si raggiunge l'insellatura del Col du Grand Ferret, punto di confine tra Italia e Svizzera. Si scende poi nel vallone di Peule e si raggiunge l'abitato di La Fouly dove si passerà la notte in un alberghetto. 3° tappa: (La Fouly - Champex) Si discende la Val Ferret, sempre evitando di percorrere la strada asfaltata, fino all'abitato di Issert dove inizia la salita verso il villaggio di Champex. Il paese è una successione di ville e di alberghi allineati sulle sponde del lago omonimo ed è uno dei luoghi più incantevoli delle Alpi. Da Champex si ammira sullo sfondo il gruppo del Grand Combin e dei suoi vicini. 4° tappa: (Champex - Trient) Lasciando alle spalle l'idilliaco quadro del Lago di Champex, il Tour du Mont Blanc si inerpica faticosamente verso la Fenêtre d'Arpette. Di colpo alla forcella della Fenêtre d'Arpette (punto più elevato toccato del trekking) ci si affaccia sui seracchi del ghiacciao di Trient , la migliore occasione per dare un'occhiata ravvicinata a un ghiacciaio. Oltre il ghiacciaio, severa e imponente, si vede la parete dell'Aiguille de Chardonnet la quale riempie il paesaggio. Ripida e sbrigativa, la discesa sull'opposto versante continua a offrire bei panorami sul ghiacciaio fino all'ultimo tratto che conduce al borgo di Trient. 5° tappa: (Trient - Tré-le-Champ) Abbastanza faticosa ma breve la salita al Col de Balme riserva una sicura sorpresa. Dal colle, infatti, l'effetto della grande catena del Monte Bianco, che appare dall'Aiguille de Chardonnet all'Aiguille du Goûter, è enfatizzato dal piacere della sorpresa, quando si rivela di colpo agli occhi del viaggiatore proveniente dalle anguste gole del Trient. Alle spalle, lontano, appare nelle giornate più limpide l'Oberland Bernese. Dal valico si compie la traversata della cresta delle Posettes che regala un panorama eccezionale anche verso il Col des Montets e le Aiguilles Rouges. 6° tappa: (Tré-le-Champ - La Flégère) Dopo essersi lasciato alle spalle la severa Val Ferret italiana, e poi il bucolico versante svizzero del massiccio, il Tour du Mont Blanc si affaccia ora sui più classici panorami del Monte Bianco. Il sentiero inizia subito a salire sulle pendici delle Aiguilles Rouges, tra larici e abeti, con spettacolari vedute sulle Aiguilles de Chamonix, sul massiccio della Verte, sulla cima del Monte Bianco. Usciti dal bosco e superati i facilissimi passaggi attrezzati dell'Aiguillette d'Argentière, il panorama migliora ancora. Si prosegue poi in direzione del Lac Blanc dominato dall'Aiguille du Belvedère e dall'Aiguille de la Tête Plate, giustamente celebrato per il panorama. Da qui il sentiero scende verso La Flégère. 7° tappa: (La Flégère - Bellevue) Dal Brévent, forse il più noto in assoluto dei panorami sul Monte Bianco, lo sguardo abbraccia l'intero versante francese del Monte Bianco: i ghiacciai dei Bossons e di Toconnaz, la costiera dall'Aiguille du Midi al Mont Maudit, dalla vetta del Monte Bianco alla sottile cresta delle Bosses. Dal Brévent il sentiero scende a Les Houches. Da qui conviene fare un ultimo sforzo e salire ancora 800 metri di dislivello e pernottare tra il Col de Voza e il Prarion. Vecchi alberghi tra i pascoli, la sagoma dell'Aiguille Verte in fondo alla valle e il paretone incombente dell'Aiguille de Bionnassay fanno di questo luogo il punto perfetto per il tramonto più emozionante del giro. 8° tappa: (Bellevue - Les Contamines) Prima di partire un ultimo colpo d'occhio alla parete nord dell'Aiguille de Bionnassay e alle minacciose scarpate di seracchi del Dôme, sicuramente una delle impressioni più forti dell'intero trekking. Il sentiero in leggera discesa attraversa il torrente di Bionnassay su un ponte di tipo himalayano e sale al Col de Tricot dove si ha un eccezionale panorama verso la parete nord del Dôme de Miage. Scavalcato il Col de Tricot, la conca degli Chalets de Miage segna l'inizio di un Monte Bianco più tranquillo, più silenzioso, più remoto e pastorale, meno stettacolare ma non meno bello. Dai Chalets de Miage ci aspetta ancora una breve salita al Col du Truc e la discesa finale verso Les Contamines. 9° tappa: (Les Contamines - Les Mottets) Dalla verde e riposante Vallée de Montjoie, l'itinerario del Tour du Mont Blanc segue l'antica via di comunicazione tra Tarantaise e Alta Savoia. Toccata la cappella di Nôtre Dame de la Gorge, quattrocentesca ma situata in un luogo di culto ben più antico, si sale lungo la strada romana dei Rochassets, in parte scavata nella roccia, fino alla verdissima conca di Balme, dall'aspetto dolomitico. Poi il sentiero si inerpica ancora, più ripidamente e in ambiente di colpo scabro e severo, fino al Col du Bonhomme. Da qui una attraversata al Col de la Croix du Bonhomme e successivamente al Col des Fours il cui belvedere completa in bellezza la giornata prima della ripida discesa sull'alta Vallée des Glaciers. 10° tappa: (Les Mottets - Rif. Elisabetta) Dopo la salita a zig zag tra monotoni prati e senza eccessivi panorami si giunge al Col de la Seigne, luogo di confine tra Francia e Italia, ma principalmente uno dei panorami più belli delle Alpi. Dopo una lunga sosta si procede in territorio italiano fino al rifugio Elisabetta dal quale si ha un perfetto colpo d'occhio sulla seraccata della Lex Blanche e sulla bifida Aiguille de Trélatête. 11° tappa: (Rif. Elisabetta - Courmayeur) Dopo una breve discesa e dopo aver costeggiato l'acquitrino di Combal vale la pena di effettuare una breve deviazione fino al lago del Miage, senza dubbio il più bel laghetto glaciale delle Alpi italiane, e perfetto colpo d'occhio sul Monte Bianco, sull'Aiguille de Bionnassay e sull'elegante silhouette dell'Aiguille Noire de Peutérey. Successivamente si prosegue sul versante destro della valle in direzione dell'Arp Vieille, del belvedere di quota 2365 e del lago Chécrouit, un percorso magnifico, spettacolare come pochi, ed agevole. |
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Lago Combal |
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Attrezzatura e materiali La natura del terreno, la neve, la quota fanno del Tour del Monte Bianco un itinerario da percorrere in scarponi o in scarpe da trekking. Un paio di scarpe da ginnastica, utili come calzature da riposo, potranno essere alternate in alcune tappe alle scarpe più solide. Quanto all'abbigliamento si consiglia di non dimenticare una adeguata protezione contro un eventuale temporale (mantellina impermeabile o giacca a vento). Un sacco a pelo potrà rilevarsi utilissimo nei periodi di maggior affollamento dei rifugi. |
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Associazione Geographica |
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Associazione Geographica Guide Escursionistiche Naturalistiche Tel.: 0166/92.242 Cell: 330/444.396 E-mail: info@trekkingnatura.com
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Per ulteriori info e per prenotare un’escursione guidata: |
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Aster alpinus |
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Capra ibex (Stambecco) |
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Centaurea nervosa |
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Monte Bianco |
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Pulsatilla halleri |
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Melanargia galatea su fiore di Cirsium helenioides |
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Lilium martagon |
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Lago Miage |
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Oltre un orizzonte ce n’è sempre un altro |


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